OFF THE WHITEBOARD AND INTO THE REAL WORLD: THE INNOVATION GYMNASIUM

"IF THINGS SEEM UNDER CONTROL, YOU ARE JUST NOT GOING FAST ENOUGH" Mario Andretti

The Person who says it cannot be done not interrupt the person who is doing it" - Chinese Proverb

domenica 10 luglio 2011

Product driven executives

Sto leggendo un bel libro Futuro artigiano di Stefano Miceli. Il messaggio centrale: ciò che caratterizza l'industria italiana  è un saper fare che pochi altri paesi hanno saputo conservare." Non sono certo i mestieri artigiani di un tempo che devono essere recuperati, bensì il profilo e le caratteristiche dell'artigiano : la sua passione per la qualità del lavoro, il suo desiderio di migliorare nell'esercizio  e nell'approfondimento delle tecniche". Non vi sembra che stia parlando di un'azienda della Silicon Valley?Apple? Adam Richardson ha indicato in Apple " il nuovo maestro artigiano ".
Insomma un ritorno al "saper fare" che apre una finestra di opportunità per la nostra economia guardando al successo di Apple ma non solo.
Ed eccomi infatti all'articolo di oggi che - guarda un pò - giunge alle stesse conclusioni, anzi va oltre indicando nella cultura dominate e dominata da Top manager con M.B.A., la colpa del declino ( in particolare nell'industria automobilistica):
...companies, shareholders and consumers are best served by product-driven executives. In his book, Lutz wisecracks his way through the 1960s design- and technology-led glory days at GM to the late-1970s takeover by gangs of M.B.A.s. Executives, once largely developed from engineering, began emerging from finance
 The auto industry is actually a terrific proxy for a trend toward short-term, myopically balance-sheet-driven management that has infected American business.
Ed ecco il passsaggio più interessante:
It's interesting to note that the one area of the U.S. economy that's adding jobs and increasing productivity and wealth is also the one that is the most relentlessly product- and consumer-focused: Silicon Valley. The company off Highway 101 that best illustrates this point is, of course, Apple. The only time Apple ever lost the plot was when it put the M.B.A.s in charge. As long as college dropout Steve Jobs is in the driver's seat, customers (and shareholders) are happy. The reason is clearly the one Lutz puts forward in his book: "Shoemakers should be run by shoe guys, and software firms by software guys."

driven off the road by M.B.A.s
Dimenticavo: ho anch'io un MBA! :-)



martedì 5 luglio 2011

Apple: non solo design innovation

L'articolo descrive uno dei secreti del successo di Apple come azienda innovativa. Nell'immaginario collettivo Apple è leader nel design dei suoi prodotti e servizi alimentando così la "falsa" idea che basti eccellere nel design.
Il Design è sicuramente un elemento distintivo nel  portofoglio di "competenze" dell'azienda di Cupertino ma, ed è qui il punto, non basta.
Una strategia brillante nella gestione della Supply Chain è ciò che aggiunge "velocità" e "margini" ad Apple. Ecco perchè:
What Apple does is use its cash hoard to pay for the construction cost (or a significant fraction of it) of the factory in exchange for exclusive rights to the output production of the factory for a set period of time (maybe 6 - 36 months), and then for a discounted rate afterwards.

In breve: Apple contribuisce alla realizzazione degli impianti  di produzione  assicurandosi, in cambio, due vantaggi:
  • L'esclusiva delle tecnologie per un determinato periodo di tempo.
  • Sconti significativi quando le stesse tecnologie saranno disponibili anche per i suoi competitors.
Semplice, no? 

domenica 3 luglio 2011

Monti e la CNN: Italia vs America


Domenica pomeriggio: sto leggendo sul Corriere della Sera  l’editoriale di Mario Monti “ Manovra troppo timida per crescere”. In sintesi: la  manovra varata dal governo continua ad agire sul numeratore della frazione Disavanzo/ PIL e Debito/PIL.  Tremonti continua a dimostrare grande determinazione “contabile” – nelle parole di Monti – senza una strategia concreta e credibile di politica economica. Insomma, non c’è traccia di una politica di crescita del PIL, di quello “scatto in avanti” necessario al Paese. Troppo timidi, senza una visione, un sogno per il nostro Futuro.
Mentre leggo l’articolo,  sulla CNN sento , in background si direbbe, un servizio dal titolo accattivante: The America dream con Steve Case che discute di imprenditorialità, del progetto Startup America, delle politiche necessarie sull’immigrazione per continuare ad incentivare il flusso di giovani dalle menti brillanti verso le università americane e, soprattutto, rendere loro la vita facile nella realizzazione di startups che in passato hanno creato milioni di posti lavoro. Wow, dico! Ma guarda, leggo un articolo così pieno di aggettivi negativi e, nello stesso istante, dall’altra parte dell’Atlantico ascolto di startup, della necessità di incrementare la qualità del sistema scolastico, di politiche di incentivo all’innovazione e, last but not least, di diritto alla Felicità così come sancito nella Dichiarazione di Indipendenza americana   “A tutti gli uomini è riconosciuto il diritto alla vita, alla libertà e al perseguimento della felicità”. 
Coincidenze?

venerdì 1 luglio 2011

Imperdibile speech di Guy Kawasaki

Il video dura 1:22 minuti ma ne vale la pena. Pillole di saggezza su startup, product development, filosofia.
Imperdibile Guy Kawasaki

http://www.youtube.com/watch?v=Y8X57eucxnI&playnext=1&list=PL0DA65F3C7B322274

Concorrenza sul "best place to start a startup"

Concorrenza tra Silicon Valley e New YorkCity. L'infographic non lascia dubbi: NYC batte SV.
Gli investitori in NYC guardano con molta attenzione alle startup (early stage companies)

giovedì 30 giugno 2011

Uno sguardo sul futuro: Carlo Ratti e Valerio Zingarelli

Questa mattina al forum " Le città digitali" ho avuto il piacere di assistere a due straordinarie testimonianze di come potrebbe essere il futuro prossimo venturo.
Carlo Ratti è un italiano direttore del senseable city lab del MIT :
un centro di ricerca multidisciplinare del Mit il cui compito ufficiale è quello di « investigare e anticipare i mutamenti indotti dalle tecnologie digitali nella vita delle persone, e le loro implicazioni su scala urbana»
L'intervento di Ratti - efficace e coinvolgente anche nella struttura della presentazione con immagini e video dei progetti realizzati dal gruppo che coordina - ha sviluppato il concetto del " sensing and actuation" cioè la possibilità di utilizzare l'enorme mole di dati che la rete di sensori intelligenti già oggi mette a disposizione. Due esempi:  la distribuzione del traffico telefonico sulla città di Roma la notte dell'estate del 2006 quando l'Italia si consacrò campione del mondo,  o quella del traffico pedonale  e dei taxi a New York. Ratti ha più volte insistito sulla natura interdisciplinare del suo team che fa della diversità un punto di forza. Un centro di eccellenza nato con un finanziamento di soli 10,000 dollari e che oggi ha già raccolto riconoscimenti internazionali  (Carlo Ratti).

Oggi si sente parlare molto di Expo e la nostra mente va subito al tema dei terreni e del forte ritardo che rischia di compromettere l'Expo stessa e l'immagine del nostro Paese.
L'intervento di Valerio Zingarelli ha invece portato una ventata di entusiasmo ed energia. Ho visto un progetto con tali e tante idee innovative - Zingarelli ha sottolineato la certezza di voler implementare tecnologie che saranno disponibili nel 2015, quindi con un occhio al futuro e non solo al presente (atteggiamento poco diffuso in Italia dove si fa fatica a parlare di progetti ed innovazioni presenti!) - da farmi immaginare una Expo in grado di far fare una svolta a questo paese.
Nelle parole del CTO "...Expo come catalizzatore dell'industria più avanzata in grado di far ripartire una macchina inceppata".
Idee come  quella della Realta Immersiva a sei dimensioni (oltre alle tre spaziali , il tempo - attraverso degli occhiali particolari con cui  "guardare avanti o indietro nel tempo" - odore e suoni), pareti multitouch, apps intelligenti, una service delivery  platform disponibile verso l'ecosistema della aziende  che vorrano sfruttare questa irripetibile vetrina sul mondo.
Insomma, una scorpacciata di tecnologia, innovazione ed entusiasmo.
Quale migliore ricetta per il futuro!

martedì 28 giugno 2011

Si,certo è la Silicon Valley..però..

L'articolo descrive l'euforia e le opportunità di lavoro per chi ha un solido background tecnico e che oggi vive nella Bay Area. Mi direte che la Silicon Valley è "la Silicon Valley" e che quindi non fa testo.
Dissento con determinazione :-).
Bisogna guardare a ciò che succede oltre i  nostri (angusti!) confini per capire dove potremmo andare ed anche come arrivarci. E' il lavoro di figure come i technology scout o technology broker.
Ecco alcuni passaggi nell'articolo:
They have what it takes for the booming fields of social media, mobile software and cloud computing...
"It's been extremely difficult to hire," said Adam Pisoni, co-founder and chief technical officer of Yammer, which is based in San Francisco. "You've got all these established companies hiring people, and then you've got all these startups. We're all hiring the same people. Exactly the same people."
 Internet giants like Google (GOOG) are competing with startups for increasingly rare talent: senior software engineers, data analysts, Web designers and application developers
http://www.mercurynews.com/jobs/ci_18357227?source=email